Cosa buttare nel tritarifiuti – e cosa no
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Cosa buttare nel tritarifiuti? Chiunque abbia a propria disposizione uno strumento del genere può farsi questa specifica domanda. In effetti, nonostante i vantaggi che riesce a donare un dissipatore alimentare occorre sempre prestare attenzione a quest’aspetto.

Difatti, un tritarifiuti per funzionare nel migliore dei modi deve essere curato costantemente. Ciò significa avere cura di esso ed effettuare una manutenzione periodica. In caso contrario, il dispositivo potrebbe rompersi e non funzionare in modo corretto.

Onde evitare complicazioni di questo genere, è fondamentale comprendere cosa buttare nel tritarifiuti e cosa no. Ecco quindi tutto quello che occorre sapere al riguardo, analizzando nei dettagli i rifiuti alimentari che si possono gettare nel dissipatore senza troppi problemi.

Cosa si può buttare nel tritarifiuti?

Come prima cosa, occorre comprendere cosa gettare nel tritarifiuti senza troppi problemi. Ci sono alcuni alimenti che vengono generalmente gettati nella spazzatura, ma per una maggiore cura dell’ambiente dovrebbero essere eliminati attraverso un dissipatore alimentare. Ad ogni modo, ecco un elenco completo con relative specifiche di ciò che si può gettare nel tritarifiuti.

Ossa ed ossicini

Solitamente gettare nel lavandino ossa ed ossicini è severamente proibito. Nella maggior parte dei casi infatti, questi residui possono bloccare le tubature ed emanare anche cattivi odori se non vengono rimossi. Chi possiede un tritarifiuti invece, non deve affatto preoccuparsi di ciò. Le ossa di carne e di pollo vengono triturate in modo completo e qualsiasi residuo viene completamente eliminato dal dissipatore alimentare. A quest’aspetto occorre aggiungere anche il fatto che un buon tritarifiuti elimina eventuali odori malsani dalla cucina, rendendo l’ambiente igienizzato e piacevole.

Scarti vegetali ed alimentari di ogni genere

Un ottimo tritarifiuti è capace di eliminare completamente scarti alimentari e vegetali di ogni genere. Ciò significa che se ci sono residui delle proprie preparazioni culinarie, queste ultime non dovranno essere gettate nella pattumiera, ma potranno essere versate nel lavandino con dissipatore. Questo vale anche per tutte le rimanenze di quello che viene comunemente chiamato “cibo spazzatura“. Potranno essere gettati nel tritarifiuti anche scarti di panini, hamburger, kebab, pizza e molto altro ancora. Anche elementi ormai guasti possono essere buttati, come ad esempio i formaggi andati a male. Menzione finale per i fondi di caffè, che possono essere smaltiti gettandoli nel dissipatore.

Frutta e frutta secca

L’incredibile versatilità di tali strumenti permette di gettare al loro interno anche frutta e frutta secca. Preferibilmente, si dovrebbe gettare nel tritarifiuti frutta senza buccia. Per quanto riguarda la frutta secca invece, quest’ultima può essere gettata via senza pensarci due volte.

Cosa non buttare nel tritarifiuti

A questo punto, occorre comprendere cosa non buttare nel tritarifiuti. In questo caso bisogna prestare la massima attenzione e non dimenticare mai i prodotti qui indicati. Ecco dunque, cosa non bisogna gettare nel proprio dissipatore alimentare.

Prodotti non alimentari

Quando si possiede un dissipatore è assolutamente vietato gettare prodotti non alimentari al suo interno. Ciò significa che prodotti come posate rotte, fazzoletti, tovaglioli ed altro non deve essere gettato nel tritarifiuti. Fare ciò potrebbe rompere il dispositivo, sovraccaricarlo e creare seri danni.

Attenzione a non gettare anche contenitori di alimenti come latte, yogurt e simili. Oltre ad essere dannoso per il proprio sistema idraulico, gettare oggetti del genere può essere problematico anche per l’eco-sistema. Si ricorda di non buttare nel tritarifiuti bottiglie di plastica o di vetro, ma di gettare tali rifiuti negli appositi sacchetti per la raccolta differenziata.

Bucce di frutta varia

Infine, è consigliato non gettare nel tritarifiuti le bucce dei frutti. In particolar modo, è bene non buttare bucce di banana all’interno del dissipatore alimentare. In questo modo si potrà garantire una corretta longevità al prodotto e sfruttare tutti i suoi benefici senza problemi!

Questa guida è chiaramente generale ed indicativa, attenetevi sempre alle istruzioni fornite dal produttore del vostro tritarifiuti.